MARIO ZAMPEDRONI DAL NATURALISMO ALLA PITTURA ASTRATTA GESTUALE - GALLERIA ONLINE



In questa galleria sono pubblicati alcuni quadri realizzati nell’arco degli ultimi 37anni. Questo ne spiega l’evoluzione formale e coloristica di quanto viene proposto.
Per una corretta lettura delle opere è bene tenere presente quanto segue:
Mario Zampedroni non è un naturalista, anche se alcuni suoi soggetti potrebbero trarre in inganno lo spettatore. Egli non copia mai dal vero. Le sue opere partono sempre da un’idea astratta nella cui dimensione a volte si realizzano totalmente. Anche quando prendono forme naturali, più o meno esplicite, i veri protagonisti sono la forma e il colore, dove con notevole dinamismo cromatico comunica sensazioni cariche di emozioni positive.
“ I diritti dell’arte incominciano dove finiscono i diritti della natura” . Conosce bene Kn, l’opera letteraria di Carlo Belli (1936) la cui analisi sull’astrazione nell’arte fece esultare Kandinsky, il quale 25anni prima pubblicò le sue teorie sull’astrazione nel libro “Lo spirituale nell’arte”.
Carlo Belli afferma tra l’altro che “L’arte non è in nessun modo un fatto umano” e nella sua spinta mistica arriva ad affermare che “Tanto più si comprende l’arte quanto meno si è umanità”.
Mario Zampedroni non condivide totalmente questa teoria. Egli afferma: “ Non riesco a concepire l’arte come entità autonoma al di fuori dell’umanità, essa si esprime attraverso la materia che solo l’uomo sa elaborare: nel nostro caso con l’uso del colore e della forma. Questo è uno dei motivi per cui non mi spingo oltre certi limiti nell’astrazione inserendo nelle mie composizioni elementi che richiamano il naturale, anche se solo pensati ed espressi in modo sommario e non definito.
Non so se le sensazioni che tento di comunicare, attraverso la mia pittura, derivano da una pura dimensione spirituale oppure da sentimenti complessi e psicologici. Il nostro contesto sociale è altamente evoluto, dove l’individuo, ed anche l’artista ha a disposizione una grande quantità di mezzi tecnologici che, se mal utilizzati, lo distraggono dalle sane introspezioni e lo possono disorientare. Per dirla con riferimento biblico: l’Adamo del duemila ne ha mangiate parecchie di mele e forse ha morso anche il serpente. Con la mia pittura reagisco a tutto questo, dipingo come in un processo catartico dove uso le mie energie per trasformare, almeno nei quadri, il caos in armonia”.